Il territorio · Nord Sardegna
Il territorio di Bonorva, terra d'acqua nel cuore della Sardegna.
Una piana fertile tra coni vulcanici e altopiani di trachite, dove l’acqua segna e disegna il paesaggio con sorgenti, fonti, ruscelli, cascate e laghetti.
3000 a.C.
Primi ritrovamenti
Bonorva
Provincia di Sassari
Bonus Orbis
Buona terra, da quattromila anni.
Bonus Orbis, buona terra o abitazione: l’etimologia del nome Bonorva è incerta, ma la sua presenza è testimoniata da ritrovamenti databili a 3000/4000 anni a.C.: nuraghi, “domus de janas”, menhir.
Il paese si adagia su fertili pianori che l’acqua segna e disegna con sorgenti, fonti, ruscelli, cascate, laghetti. Risorse naturali già frequentate dai popoli che nel periodo neolitico e nuragico praticavano il culto dell’acqua per i riti di purificazione e propiziatori.
Infiltrazione
L'acqua penetra negli altopiani di trachite e basalto.
Mineralizzazione
A contatto con le rocce si arricchisce di sali minerali.
Acido carbonico
Si satura di anidride carbonica, che le dona l'effervescenza.
Le polle
Riaffiora viva nelle polle della Fontana Sansa.
Terra di fonti sacre
Fonte Santa Lucia e Su Lumarzu.
Fontana Sansa, oggi Fonte Santa Lucia, testimonia con la sua architettura circolare la delimitazione per salutari bolle d’acqua e per l’accoglienza dei devoti.
A poca distanza Su Lumarzu, altra fonte sacra dell’età del bronzo, il cui impianto costruttivo semplice ed armonioso riscontra molte similitudini con altre fonti sacre della Sardegna.
I monti del Marghine
“Una postura quanto mai pittoresca, fra rupi e piano, con l'ampia chiostra boschiva dei monti del Marghine che si aderge di fronte.”
— Taramelli, 1919
Da visitare
Necropoli, chiese romaniche e borghi di pietra.
Necropoli di S. Andrea Priu
A nove chilometri dal paese, su una rupe di rossa trachite, si aprono le grotte funerarie a “domus de janas” della necropoli di S. Andrea Priu, importante ipogeo di età neo-eneolitica che conta 20 tombe, tra cui la complessa Tomba del Capo. All’interno ancora fruibili i raffinati dipinti paleocristiani e medioevali.
San Lorenzo e il borgo di Rebeccu
Poco distante da Bonorva, lungo l’antica strada romana “Caralibus Ulbiam”, la piccola chiesa di San Lorenzo, esempio di romanico minore. Vicino, di epoca medioevale, appollaiato al culmine di uno sperone calcareo, il borgo di Rebeccu: viuzze scavate nella roccia, poche case immerse nel silenzio, nessun abitante. Seppur abbandonato, Rebeccu conserva fascino, suggestione, memorie e storie che neanche il forte maestrale di Sardegna cancella.